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BIOGRAFIA E OPERE DI GILLES DELEUZE.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Le notizie sulla vita di Gilles Deleuze sono tratte da: Tombeau de Gilles Deleuze, a cura di Yannick Beaubatie, Mille Sources, Tulle 2000; L'le dserte et autres textes. Textes et entretiens 1953-1974, a cura di David Lapoujade, Editions de Minuit, Paris 2002; Deux rgimes de fous. Textes et entretiens 1975-1995, a cura di David Lapoujade, Editions de Minuit, Paris 2003.
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NOTA BIOGRAFICA.
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Gilles Louis Ren Deleuze nasce il 18 gennaio 1925 a Parigi. La famiglia  di estrazione borghese e di orientamento conservatore. Il padre, ingegnere, di origine provenzale,  un veterano della Prima guerra mondiale. La madre  Odette Camaer. Il piccolo Deleuze trascorre l'infanzia nel 17ESIMO arrondissement, dove conserver sempre il proprio domicilio. Le condizioni della famiglia peggiorano a causa della crisi economica, ed egli viene iscritto alla scuola pubblica del quartiere anzich in un istituto cattolico privato, come tradizionalmente accadeva per molti figli della borghesia francese.
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Il fratello maggiore, allievo della scuola militare di Saint-Cyr, verr arrestato per il suo impegno nella resistenza e morir sui treni diretti ad Auschwitz. Il padre, a Lione durante la guerra, muore poco dopo consumato dal dolore. Su questi eventi Deleuze mantenne sempre la massima discrezione. Amava ricordare [confidenza della moglie Fanny] l'origine meridionale dei Deleuze, che erano anticamente "De l'yeuse, ovvero Du chne. Un albero da cui, come dalla famiglia, non ebbe altra 
preoccupazione che distaccarsene, prendendo la linea di fuga (R. Schrer, Tombeau de Gilles Deleuze).
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1940-1943.
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Durante l'invasione tedesca viene mandato a Deauville, in Normandia, un elegante luogo di villeggiatura dove la famiglia trascorreva abitualmente le vacanze. Qui frequenta il liceo per un anno e ha come professore Pierre Halbwachs. Unica sua confidenza, durante un'emissione de L'Abcdaire: Deauville, dove era stato mandato in pensione da una vecchia signora, cui era stato affidato dalla madre. Il suo professore Halbwachs, che gli declamava Les nourritures terrestres tra le dune, e verso il quale era stato messo in guardia dalla temibile balia (R. Schrer, Tombeau de Gilles Deleuze). Al
ritorno a Parigi si iscrive al liceo Carnot, dove rimarr fino al baccalaureato. Nell'ultima classe del
liceo, Gilles Deleuze ha come professore di filosofia M. Vial, che stima profondamente.
Nel 1942 viene presentato a Michel Tournier, allievo di Maurice de Gandillac al liceo Pasteur di
Neuilly, al quale si lega di profonda amicizia. Ben presto lo si temette per la capacit che aveva di
coglierci con una sola parola in flagrante delitto di banalit, di stupidit, di lassismo di pensiero. Potere
di traduzione, di trasposizione: tutta la filosofia scolastica e logora passando attraverso di lui risultava
irriconoscibile, con un'aria di freschezza, di mai assimilato, di aspra novit, del tutto disorientante,
scoraggiante per la nostra debolezza, per la nostra pigrizia. Nel momento pi nero della guerra,
dell'occupazione, delle restrizioni generalizzate che pesavano su tutti noi, avevamo formato un piccolo
gruppo unito da una certa idea di filosofia, idea ristretta, addirittura fanatica (...). A chi non ha
conosciuto questo furore dell'approfondire, questo demone del sistema, questa eccitazione della mente,
questo delirio d'assoluto, secondo me mancher sempre qualcosa dal lato del comprendonio (M.
Tournier, Il vento Paracleto).
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Nell'autunno del 1943 inizia la khgne (corso propedeutico all'cole Normale Suprieure) al
prestigioso liceo Henry IV dove Jean Hyppolite, traduttore della fenomenologia dello spirito, insegna
filosofia. Jean-Pierre Faye  suo compagno di classe, si ritroveranno alla Sorbona. Dopo la seconda
settimana, Deleuze  in grado di esporci il Cogito secondo Husserl. La sua voce  la stessa - quella
che diventer la critica dell'identit. In quel periodo, ha pubblicato La phnomnologie d'autrui
sexue (J.-P. Faye, Libration, 7 novembre 1995). Con Michel Tournier, Deleuze inizia a
frequentare La Fortelle, un castello vicino a Rosay-en-Brie, dove la medievalista Marie-Madeleine
Davy svolge la sua attivit in favore della resistenza. Deleuze partecipa agli incontri tra intellettuali e
scrittori, le sessioni della Fortelle, dove incontra Jacques Lacan, Jean Paulhan, Pierre Klossowski, e
Maurice de Gandillac che diverr un amico nel senso pi forte del termine. Gilles Deleuze mi viene
presentato come un nuovo Sartre da Marie-Madeleine Davy, questa donna forte, specialista di tutte le
mistiche, che svolgeva la sua attivit di resistente come un experimentum di comunit domenicana, in
una grande casa in faubourg Saint-Jacques dove dei grandi come Jean Hyppolite e Pierre Burgelin
incontrano dei giovani come Deleuze e Butor, ma anche in una tenuta della Brie dove
nell'occultamento si aggiungono i renitenti; da un lato incontri culturali che sono pi di una semplice
copertura (vi prende attivamente parte il giovane Pierre Klossowski, seminarista in sottana ma lettore
di Sade e Bataille), dall'altro una molto apprezzabile funzione di approvvigionamento, diligentemente
assolta da una coppia di ebrei camuffati da fattori (M. de Gandillac, Tombeau de Gilles Deleuze).
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1944. 1947.
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L'anno della liberazione di Parigi dall'occupazione tedesca, Gilles Deleuze, esentato dal
servizio militare come tutti i suoi coetanei, si iscrive alla facolt di Filosofia della Sorbona. Ha come
professori Ferdinand Alqui, Jean Flyppolite, Georges Canguilhem, Maurice de Gandillac. Sono stato
formato da due professori che amavo e ammiravo molto, Alqui e Hyppolite. Tutto  andato storto. (...)
Alla Liberazione si rimase singolarmente impigliati nella storia della filosofia. Si entrava
semplicemente in Hegel, Husserl e Heidegger, eravamo precipitati in una scolastica peggiore di quella
medievale (G. Deleuze, Dialogues). Deleuze riconosce in Jean-Paul Sartre un maestro, l'unico
filosofo capace di dire qualcosa di nuovo alla generazione che aveva vent'anni alla Liberazione.
L'essere e il nulla fu come una bomba. (...) Un libro, enorme, di pensiero nuovo. Che trauma! Andai a
comprarlo con Tournier, non appena apparve. E lo divorammo. Sartre ha ossessionato la mia
generazione. Scriveva romanzi, opere teatrali, allora tutti volevano scrivere dei romanzi, fare del teatro.
Tutti lo imitavano. Oppure ne erano gelosi, irritati... Io ne ero affascinato (G. Deleuze, Le Nouvel
Observateur, 16 novembre 1995). Durante gli anni universitari conosce Franois Chtelet, Michel
Butor, Olivier Revault d'Allonnes, Jean-Pierre Bamberger, che vengono ad aggiungersi al gruppo di
amici precedenti, i fratelli Lanzmann, Michel Tournier, Jean-Pierre Faye. Sono i corridoi della
Sorbona a riunirci. Claude Lanzmann, tornato da Berlino, ci racconta le due met della citt. Non ti sei
fatto fucilare? domanda Deleuze. All'orale dell'agrgation di filosofia, deve parlare della felicit.
Non conosco questo concetto afferma. E al Collegio filosofico di Jean Wahl, creato da
GeorgestBataille, Gilles si alza, tutto vestito di nero, per parlare di alcuni elementi del concetto di
verit: impossibile pensarla senza il suo contrario, che non  l'errore, ma la btise. Da qui l'urgenza
estrema di una analitica trascendentale della btise (J.-P. Faye, Libration, 7 novembre 1995).
Deleuze comincia a soffrire di un'infezione polmonare, annuncio della tubercolosi, malattia che lo
tormenter fino alla morte. Tenta il concorso d'ammissione all'cole Normale Suprieure; supera
l'orale di filosofia grazie a un buon giudizio di Georges Canguilhem, ma viene respinto per un ritardo
sulle altre materie. Sono stato bocciato ma ho ottenuto quella che si chiamava una bourse
d'agrgation. (...) Jean Hyppolite, che era stato mio professore di khgne e mi amava molto, mi ha
detto: venite a Strasburgo. Vi era stato nominato dopo la sua tesi su Hegel. Andavo a Strasburgo una
volta a semestre, per ricevere la mia borsa. E l assistevo ai corsi di Canguilhem. Ci parlava di autori
che non conoscevamo, di cui non si era mai sentito parlare. (...) C'era una piccola banda attorno a
Canguilhem, e io ne facevo parte (G. Deleuze, Le Nouvel Observateur, 16 novembre 1995).
Nel 1947 consegue il Diplme d'tudes suprieures (des) sotto la direzione di Jean Hyppolite e
Georges Canguilhem, con una tesi su Hume. Il pensiero di Deleuze  profondamente pluralista. Ha
fatto i suoi studi nei miei stessi anni: lui preparava una dissertazione su Hume, io una su Hegel.
Eravamo su due sponde diverse, a quell'epoca: io, infatti, ero comunista, lui era gi pluralista. E penso
che questo l'abbia sempre aiutato. Il suo tema fondamentale era come si possa fare una filosofia che sia
non umanista, non militare, una filosofia del plurale, una filosofia della differenza, una filosofia
dell'empirico nel senso pi o meno metafisico del termine (M. Foucault, Dits et crits, n. 139, maggio
1973).
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1948. 1956.
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Nel luglio 1948 ottiene l'agrgation in filosofia (abilitazione all'insegnamento nei licei).
Arriv l'anno della libera docenza, questo diploma di maturit ipertrofico, ampolloso, ubuesco, la pi
disonesta e nefasta istituzione del nostro insegnamento. Il piccolo gruppo da noi formato fu fatto a
pezzi dagli esaminatori. Solo Gilles Deleuze e Franois Chtelet uscirono indenni dalla scommessa. La
commissione indietreggi di fronte all'ignobile attentato di mettere anche loro tra la selvaggina.
Dovemmo rinunciare alla nostra unica e vera vocazione e gettare alle ortiche le nostre vesti di
chierici-metafisici per convertirci al giornalismo, alla radio, all'editoria, alla confezione e persino alla
finzione letteraria, come facemmo Michel Butor e io (M. Tournier, Il vento Paracleto). Va ad abitare
nell'ile Saint-Louis, al 29 di quai d'Anjou, nello stesso Htel de la Paix dove vive Michel Tournier,
appena tornato da Tubinga. Era un luogo sordido, ma si vedeva la Senna. L, nel corso degli anni, ho
letteralmente portato Gilles  bout de bras! Era un genio assolutamente inadatto ai compiti materiali,
ero dunque divenuto il suo servo. Gli ho presentato Fanny, ed  lei, divenuta in seguito sua moglie, che
mi ha, se si pu dire, liberato dalla mia condizione di schiavo prendendo il mio posto (Michel
Tournier, intervistato da Paul Enthoven, Le Point, novembre 2003).
Insegna filosofia al liceo di Amiens (1948-1952), al liceo di Orlans (1953-1955) e al
prestigioso liceo Louis-le-Grand di Parigi (1955-1957). Era paradossale. I suoi corsi erano molto
ardui, fondati su una concezione rigorosa della filosofia e della sua storia. Al tempo stesso, o piuttosto
appena prima di metterei all'opera, era spassoso, e questa buffoneria gli valeva l'adorazione degli
allievi alquanto disorientati dalla difficolt dei suoi corsi. Arrivava, distante, impeccabilmente vestito,
abito scuro, camicia bianca, cravatta. Cominciava con una storia divertente, gli accadeva sempre
qualche disavventura a Parigi, a Orlans o sul treno (A. Roger, Tombeau de Gilles Deleuze).
Nel settembre del 1953, le edizioni puf (Presses Universitaires de France), nella collana
Epimthe diretta da Hyppolite, pubblicano Empirisme et subjectivit, che Deleuze dedica A Jean
Hyppolite, con sincero e rispettoso omaggio.
Nel 1956 sposa, a Parigi, nel 17esimo arrondissement, Fanny Denise Paule Grandjouan, traduttrice
e assistente del couturier Balmain. Da Fanny, figlia di Denise Leveque e Paul Grandjouan, sua
ispiratrice e all'occasione sua collaboratrice, Deleuze avr due figli, Julien, nel i960, e Emilie, nel
1964. Vanno a vivere in rue des Morillons, in un piccolo appartamento graziosamente arredato dalla
madre di Fanny, donna di gusto, davanti a un macello abbandonato e accanto al deposito degli oggetti
smarriti. Suo suocero, a un tempo dandy e imprenditori di trasporti - compresi, ma non esclusivamente,
quelli di rifiuti domestici di Nantes e di molte citt africane - ispirer il personaggio (totalmente
deformato) del roi de la gadoue" [re del letame] in Les mtores di Michel Tournier (M. de
Gandillac, Tombeau de Gilles Deleuze). La famiglia materna di Fanny, originaria del Limousin,
possedeva a Saint-Lonard-de-Noblat una maison de maitre, il Mas-Revery, dove Deleuze amava
ritirarsi per lunghi periodi. In questa dimora, da cui nelle giornate limpide si intravede Millevaches -
la distesa di colline che probabilmente ha ispirato il titolo di Mille plateaux -, Deleuze ha composto la
maggior parte dei suoi libri.  Amo il Limousin, e non so il perch. E' cos. Ma, pensando alla gente di
qui, al loro sguardo, mi dico: sono stati necessari incroci di popoli e civilt per fare un temperamento
limousin. Amo questo gusto per la laicit! (G. Deleuze, La Montagne, intervista con Alain Galan, 26 agosto 1986).
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1957. 1963.
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Nel 1957 assume l'incarico di assistente alla Sorbona presso la cattedra di Storia della filosofia.
Nel 1960 viene incaricato come ricercatore al cnrs (Centre national de la recherche scientifique), fino al 1964.
Nel 1962, a nove anni dalla pubblicazione della sua prima opera, per le edizioni PUF, esce
Nietzsche et la philosophie. In questo libro abbiamo tentato di spezzare alleanze pericolose. Ci siamo
immaginati un Nietzsche che ritira la sua posta da un gioco che non gli appartiene (G. Deleuze,
Nietzsche et la philosophie). In febbraio, a Clermont-Ferrand, nella casa del logico Jules Vuillemin,
incontra Michel Foucault, esiliato in Auvergne. Si erano incrociati qualche anno prima a Lille, grazie
alla mediazione dell'amico Jean-Pierre Bamberger. Foucault ha appena terminato il Raymond Koussel
e la Naissance de la clinique, Deleuze  uno dei principali esponenti della Nietzsche Renaissance.
Iniziano a frequentarsi con regolarit. Foucault, subentrato a Jules Vuillemin come capo del
dipartimento di Filosofia dell'universit di Clermont-Ferrand, cercher di far nominare Deleuze
opponendosi, con la maggioranza della facolt, alla nomina di Roger Gauraudy, membro del comitato
centrale del partito comunista, che si diceva fosse imposto da Georges Pompidou, allora primo
ministro. Alla fine, il ministero della Pubblica istruzione assegner la cattedra a Gauraudy, mentre
Deleuze verr nominato a Lione. Questo episodio segna l'inizio del rapporto di stima e ammirazione
che legher i due filosofi fino agli anni '70 quando Deleuze raggiunge Foucault a Vincennes e si unisce
al gip (Gruppo di informazione sulle prigioni). L'amicizia  per me una sorta di massoneria segreta.
Ma ha dei punti visibili. Voi parlate di Deleuze che per me  evidentemente molto importante, lo
considero come il pi grande filosofo francese attuale (M. Foucault, Dits et crits, 22 aprile 1978).
Nel 1963 pubblica, sempre per le edizioni puf, nella collana Le philosophe, La philosophie
critique de Kant, dedicando l'opera A Ferdinand Alqui, come testimonianza di riconoscenza
profonda. Lavora alla sua tesi di dottorato che terminer solo cinque anni dopo e diverr la sua prima
imponente opera teorica, Differenza e ripetizione. Il 21 settembre, scrive a Maurice de Gandillac: Vi
ricordate che il mio lavoro andava piuttosto male e mi deludeva molto prima della mia partenza: siete
voi che mi avete saputo ridare fiducia. Ora tutto procede bene, ho ritrovato un poco di entusiasmo e
vedo giungere il momento in cui vi sottoporr qualcosa di presentabile. Desidero non deludervi.
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1964. 1968.
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Nel 1964 viene nominato maitre de confrences di filosofia alla facolt di Lettere e Scienze
umane di Lione, dove rimarr fino al 1969. Il primo corso  sul principio d'individuazione. Il suo
corso magistrale ebbe un cos grande successo che gli venne assegnato una sorta di immenso hangar,
molto pi grande di un anfiteatro, a due passi dagli edifici universitari. Arrivava sempre puntualmente,
le mani affondate nel cappotto grigio, fendendo la folla di studenti, rumorosa, numerosa, seduta
disordinatamente fino alla cattedra. All'inizio, camminava avanti e indietro, la testa inclinata in avanti,
fumando incessantemente, tossendo in modo straziante, poi si faceva un silenzio totale e lui prendeva la
parola. (...) Qualcosa di inquietante, di gioiosamente radicale accompagnava le apparizioni di Gilles
Deleuze, i suoi passaggi, e ci contrastava con la bonariet polverosa di un'universit di provincia (P.
Pju, La Quinzaine littraire, n. 686). Pubblica, da PUF, Proust et les signes. Dal 4 all'8 luglio 1964
presiede il convegno su Nietzsche che si svolge nell'abbazia di Royaumont. Partecipano ai lavori, tra
gli altri, Karl Lowith, Pierre Klossowski, Michel Foucault, Jean Beaufret, Gabriel Marcel, Jean Wahl,
Gianni Vattimo, e Giorgio Colli e Mazzino Montinari che presenteranno i criteri dell'edizione critica
delle opere di Nietzsche, a cui stanno da tempo lavorando. Intanto  arrivato l'invito ufficiale per
Royaumont; avrai visto dalla lista dei partecipanti che saranno presenti sia Bhm che Lwith. Deleuze
ha accluso all'invito il biglietto che ti spedisco. Ci propone di dirigere una tavola rotonda sulle
questioni dei testi di Nietzsche. (...) La nostra relazione trover certamente una sede di pubblicazione, e
da Parigi verr proposto su scala internazionale il problema di una seria edizione di Nietzsche (lettera
di Montinari a Colli, io maggio 1964, Weimar).
Nell'agosto del 1965 annuncia a M. de Gandillac che la sua tesi  pressoch terminata. Segno
evidente di un pi grave problema di salute, mi scrive che non ha la forza n la voglia di rileggere
questa cosa interminabile. Ha appena subito una perdita di voce, cerca di non fumare pi, e vive gi
nelle fumigazioni (M. de Gandillac, Tombeau de Gilles Deleuze).
Nel febbraio del 1966 G. Deleuze e M. Foucault assumono, per Gallimard, la direzione
dell'edizione francese dell'opera completa di Nietzsche, sulla base dell'edizione critica stabilita da G.
Colli e M. Montinari. Ci auguriamo che il nuovo giorno apportato dagli inediti sia quello del ritorno a
Nietzsche. Ci auguriamo che le note postume, con i loro piani multipli, dispieghino agli occhi del
lettore tutte quelle possibilit di combinazione, di permutazione, che contengono adesso per sempre lo
stato incompiuto del livre  venir (G. Deleuze, M. Foucault, Introduction gnrale a uvres
philosophiques compltes de F. Nietzsche, t. V). Esce, da PUF, Le bergsonisme.
Nel 1967, anno che segna la soglia di notoriet dello strutturalismo, Deleuze scrive A quoi
reconnat-on le structuralisme? per l'ottavo volume dell'Histoire de la philosophie di Franois
Chtelet. Esce, da Minuit, Prsentation de Sacher-Masoch. Le froid et le cruel.
Nel 1968 consegue il dottorato di stato: la tesi principale, Diffrence et rptition, diretta da
Maurice de Gandillac, viene pubblicata lo stesso anno da puf; quella secondaria, Spinoza et le problme
de l'expression, diretta da Ferdinand Alqui,  pubblicata dalle Editions de Minuit.
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1969.
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Nel 1969 pubblica, da puf, Logique du sens. Durante l'estate conosce Flix Guattari, giovane
psichiatra dissidente, allievo di Lacan fin dagli inizi del seminario, membro dell'Ecole freudienne di
Parigi, e animatore della clinica psichiatrica di La Borde dove si definiscono praticamente e
teoricamente le basi della psicoterapia istituzionale; personalit complessa che al lavoro psichiatrico
unisce un'intensa militanza politica. Flix ha sempre avuto molte dimensioni, molte attivit,
psichiatriche, politiche, di lavoro di gruppo. Deleuze e Guattari si incontrano nel Limousin e decidono
di lavorare insieme. Fu subito dopo il '68 in Francia. Non ci conoscevamo ma un amico comune
voleva che ci incontrassimo. Eppure, a prima vista, non avevamo nulla per intenderci. (...) Abbiamo
cominciato con delle lunghe lettere in disordine, interminabili. Poi delle riunioni a due, di parecchi
giorni o molte settimane. Era un lavoro molto faticoso, e ridevamo tutto il tempo. Sviluppavamo questo
o quell'altro punto, in direzioni differenti, mischiavamo le scritture, abbiamo creato parole ogni volta
che ne avevamo bisogno. (...) Non abbiamo mai avuto lo stesso ritmo. Flix mi rimproverava di non
reagire alle lettere che m'inviava: non ero in grado, sul momento. Non potevo servirmene che pi tardi,
uno o due mesi dopo, quando Flix era passato altrove. E nelle nostre riunioni, non parlavamo mai
insieme: uno parlava, e l'altro ascoltava. Io non lasciavo Flix anche quando ne aveva abbastanza, ma
Flix mi perseguitava anche quando non ne potevo pi (G. Deleuze, Deux rgimes de fous. Textes et
entretiens 1975-1995). Viene nominato professore a Paris-VIII-Vincennes. Con Franois Chtelet,
Michel Serres, Jean-Franois Lyotard, Daniel Defert, Alain Badiou  convocato da Michel Foucault,
incaricato di organizzare il dipartimento di Filosofia della nuova universit che Edgar Faure, ministro
della Pubblica istruzione francese, ha deciso di costruire fuori dal quartiere latino, a Vincennes. Il polo
universitario sperimentale di Vincennes  una facolt test: per il potere politico, che vi ha riunito tutte
le ttes d'affiche delle discipline letterarie e delle scienze umane, e per il movimento studentesco, che
vuole misurare l'estensione della sua autonomia. Al primo conflitto con la polizia, Foucault prende
parte all'occupazione notturna degli stabilimenti, e viene arrestato insieme a duecento studenti. Alla
fine dell'anno Deleuze deve sottoporsi a una delicata operazione: subisce l'asportazione di un polmone.
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1970.
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In gennaio il nuovo ministro, Olivier Guichard, decide di non accordare validit alla laurea in
Filosofia conferita a Vincennes; sostiene che ci sono troppi corsi dedicati al marxismo e alla politica.
L'insegnamento della filosofia si orienta direttamente sulla questione di sapere in cosa la filosofia pu
servire a dei matematici, o a dei musicisti, ecc. - anche e soprattutto quando non parla di musica o di
matematica. Lungi dall'opporsi alle norme richieste dal ministero, l'insegnamento a Vincennes
dovrebbe far parte di queste norme. Anche se ci si attenesse al progetto di riforma dell'insegnamento
superiore - instaurare delle universit concorrenziali all'americana - bisognerebbe, non sopprimere
Vincennes, ma crearne tre o quattro. Quel che ci minaccia,  una sorta di lobotomia dell'insegnamento,
degli insegnanti e dei discenti, alla quale Vincennes oppone una propria capacit di resistenza (G.
Deleuze, Vincennes ou le dsir d'apprendre). Due mesi dopo Foucault viene eletto dall'assemblea dei
professori del Collge de France quale successore di Jean Hyppolite alla cattedra di Storia del pensiero
filosofico, trasformata per lui in Storia dei sistemi di pensiero. Deleuze, invece, continuer a insegnare
a Vincennes, poi a Saint-Denis, ogni marted mattina per diciassette anni, fino al ritiro dalla vita
accademica. Per pi di quindici anni Gilles Deleuze ha tenuto corsi il marted, dalle 10 alle 13.30, in
una sala di Paris-VIII. Era ostile agli anfiteatri, di cui diceva che impedivano ogni scambio. I previdenti
arrivavano sin dalle 8.30, per essere ben seduti. Gli altri si mettevano dove potevano fino a formare dei
gruppi intorno alla porta. Questo corso era un insieme incredibile di libert e di una parola magistrale
con momenti di ispirazione che imponevano il silenzio (A vuix haute, Gallimard). I suoi corsi
affollatissimi, senza propedeuticit, rifiutiamo il principio della progressivit delle conoscenze, erano
diretti a filosofi e non filosofi, e furono consacrati a Spinoza, Nietzsche, Bergson, Kant, il cinema.
Deleuze ha sempre amato il suo lavoro di professore, i corsi sono stati tutta una parte della mia vita,
che neppure la malattia e le difficolt respiratorie gli impedirono di continuare. Quelli che dicono,
eccolo,  lui, il grande Folle, il grande Stregone, silenzio, sta per parlare, non fumate in sua presenza, lo
farete morire, perseguitandolo nei corridoi di Vincennes. Eccoti infine, soffocato nelle sale fumose
dove non dovresti essere, celebrando la morte della Filosofia, dopo averne riscritto la storia, e
facendola vivere oggi, rifiutando la tua professione di professore, ma condannato a insegnare, anche se
si tratta dell'ininsegnabile (M. Cressol, Lettre  Gilles Deleuze). In novembre, sulla rivista
Critique appare Theatrum philosophicum di Michel Foucault: devo parlare di due libri che mi
appaiono grandi tra i grandi: Diffrence et rpttion e Logique du sens (...) un giorno, forse, il secolo
sar deleuziano. Parole che Deleuze ha sempre ritenuto enigmatiche e ironiche, e che Foucault ebbe
modo di precisare nel 1978: Permettetemi una piccola rettifica. Si deve immaginare in quale clima di
polemica si vive a Parigi. Mi ricordo molto bene in che senso ho usato quell'espressione. La frase 
questa: attualmente - era il 1970 - pochissima gente conosce Deleuze, qualche iniziato comprende la
sua importanza, ma forse vrr un giorno in cui il secolo sar deleuziano", ovvero il secolo nel
senso cristiano del termine, l'opinione comune opposta all'lite, anche se questo non impedisce che
Deleuze sia un grande flosofo. Era in senso peggiorativo che ho usato la parola secolo (M.
Foucault, Dits et crits, intervista con M. Watanabe, 22 aprile 1978).
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1971.
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L'insegnamento a Vincennes si accompagna, come di rigore in quegli anni, con un'intensa
attivit militante. Un certo passaggio alla politica, l'ho fatto con il maggio '68, a mano a mano che
prendevo contatto con problemi precisi, grazie a Guattari, grazie a Foucault, grazie a Elie
Sanbar (G. Deleuze, Pourparlers). Senza infeudarsi in alcun gruppo, in alcun partito, Deleuze fu
uno dei promotori di quelle nuove forme di difesa degli oppressi e degli esclusi che si chiamavano
groupes d'intervention. Con Foucault fonda quello d'intervention sur les prisons, con Guattari
interviene contro l'istituzione psichiatrica. Entra in contatto con i movimenti omosessuali del FAHR,
l'autonomia italiana, e l'antipsichiatria. La prima volta che ho incontrato Deleuze, fu all'universit di
Vincennes, creata da poco. Fu uno choc! (...) All'inizio non distinguevo nettamente Deleuze dai
differenti gruppi politici (maos. situs, militanti di cause femministe, militanti delle prigioni,
omosessuali del fahr, ecc.) che venivano a interpellarlo, tanto questi interventi erano indissociabili dalla
riflessione che si conduceva allora sulle macchine desideranti e le chance di una rivoluzione (P.
Mengue, Tombeau de Gilles Deleuze). In gennaio Deleuze si unisce al gip, costituito nel 1970 per
iniziativa di Daniel Defert e Michel Foucault. Durante l'inverno 1971-1972 si scatenano trentacinque
rivolte nelle prigioni di Toul, Nancy, Lille. Il 18 gennaio Deleuze partecipa con Jean-Paul Sartre,
Claude Mauriac, Michle Van ai sit-in organizzato da Foucault nell'atrio del ministero della Giustizia,
per far ascoltare le rivendicazioni pervenute da numerose prigioni. Mi ricordo di una giornata folle,
tipica del gip, dove i momenti buoni e quelli tragici si alternavano. Eravamo andati a Nancy, credo. La
mattinata, cominciava con una delegazione alla prefettura, poi si doveva andare alla prigione, poi si
doveva tenere una conferenza stampa. Di nuovo alla prigione e infine una manifestazione a conclusione
della giornata. Mi sono detto che non avrei retto la fatica. Non ho mai avuto l'energia di Foucault, n la
sua forza. Foucault aveva una forza di vita enorme (G. Deleuze, Deux rgimes de fnus. Textes et
entretiens 1975-1995). Dopo la dissoluzione del gip nel dicembre 1972, Deleuze con gli altri animatori
delle rivolte partecipa alla creazione della prima organizzazione dei detenuti, ADDD (Associazione di
difesa dei diritti dei detenuti). Il quarto bollettino del gip, Suicides dans les prisons en 1972 (Gallimard,
collana Intolrable), fu preparato e presentato da Gilles Deleuze e Daniel Defert, sociologo,
compagno di M. Foucault e cofondatore del gip. Sono gli anni in cui ci ritroviamo imprigionati da una
Brigata territoriale - lui, pensatore della deterritorializzazione. Blandine gli domanda continuamente:
Chi siete voi?. Risponde impassibile: Sono una personalit democratica. Una parola pi che mai
peggiorativa, in questi tempi maoisti. Ma  quello di cui parler, la sua voce gi soffocata, in piedi su
un banco a Nancy, a nome del gip. Foucault non arriva, si  fatto arrestare a Parigi davanti a un'entrata
della metropolitana, dove due simpatici poliziotti sono occupati a colpire a bastonate un giovane
magrebino: ha avuto l'idea intempestiva di intervenire. Deleuze, ironicamente, lo chiama mon chef
(Jean-Pierre Faye, Libration, 7 novembre 1995).
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1972. 1976.
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In marzo esce, da Minuit, L'Anti-Edipe, primo tomo di Capitalisme et schizofrenie. E' il primo
lavoro comune di G. Deleuze e F. Guattari. L'Anti-dipe era l'univocit del reale, una sorta di
spinozismo dell'inconscio. Credo che il '68 fosse proprio questa scoperta (G. Deleuze, Pourparlers).
All'indomani dell'apparizione de L'Anti-dipe la rivista L'Arc dedica a Deleuze un numero
monografico: vi figura un'importante intervista in cui Deleuze e Foucault si impegnano a definire il
nuovo statuto dell'intellettuale, del suo lavoro teorico e dal suo rapporto con le lotte pratiche. Un
maoista mi diceva: Sartre, capisco bene perch sta con noi, perch fa della politica e in quale senso;
riguardo a te, lo capisco abbastanza, perch tu hai sempre posto il problema della reclusione. Ma
Deleuze, veramente, non lo capisco. Questa domanda mi ha profondamente stupito, perch per me era
molto chiaro (Les intellectuels et le pouvoir, L'Arc, n. 494, marzo 1972). In luglio partecipa al
convegno internazionale su Nietzsche presieduto da Jacques Derrida, Nietzsche aujourd'hui?, che si
svolge a Cerisy-la-Salle, con un intervento dal titolo Pense nomade.
Nel 1973 registra Le voyageur, una composizione sperimentale del musicista Richard Pinhas in
cui Deleuze recita l'aforisma 638 di Umano, troppo umano. C'era una banda gioiosa durante la
registrazione, specialmente Jean-Francois Lyotard e Fanny Deleuze. L'8-9 maggio partecipa a Milano
al convegno di studi su Psicanalisi e Politica, presieduto da Armando Verdiglione.
Nel 1975, sempre a Milano, pronuncer l'intervento Deux rgimes de fous. Con Guattari
pubblica, da Minuit, Kafka. Pour un littrature mineure. Si ritira progressivamente dalla scena
pubblica, dai movimenti. Sento giungere l'et vicina di una clandestinit a met volontaria, e a met
forzata, che  il mio pi vitale desiderio, anche politico (G. Deleuze, Lettre  Michel Cressol).
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1977. 1979.
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In settembre Michel Foucault scrive la prefazione all'edizione americana de L'Anti-dipe:
rendendo un modesto omaggio a san Francesco di Sales, presenta l'opera di Deleuze e Guattari come
un'Introduzione alla vita non fascista; Dir che L'Anti-dipe (possano i suoi autori perdonarmi) 
un libro di etica, il primo libro di etica che sia stato scritto in Francia da molto tempo. Nella rivista
Critique, luogo privilegiato del loro dialogo, Deleuze recensisce Surveiller et punir, che Foucault
scrisse tre anni dopo la pubblicazione de L'Anti-dipe (in ogni modo, non saprei misurare i
riferimenti e le citazioni che questo libro deve a Gilles Deleuze e al lavoro che ha fatto con Guattari),
Poi il dialogo si interrompe. Non si incontreranno pi, ma quando Foucault verr ospedalizzato
esprimer il desiderio di rivederlo e accetter un'intervista del giovane filosofo Andr Scala, allievo di
Deleuze, come discreto gesto d'amicizia nei suoi confronti. Negli ultimi anni della sua vita non l'ho
pi rivisto, purtroppo! Ne ho ora un rimpianto molto duro. Dopo La volont de savoir, ha attraversato
una crisi, di ogni ordine, politica, vitale, di pensiero. Come in tutti i grandi pensatori, il suo pensiero ha
sempre proceduto per crisi e scosse come condizione di creazione, come condizione di una coerenza
ultima. Ho avuto l'impressione che volesse essere solo, andare l dove nessuno potesse seguirlo, tranne
alcuni intimi. Avevo molto pi bisogno io di lui che lui di me (G. Deleuze, Pourparlers). In giugno
appare su Le Monde un'intervista di Deleuze, Contre les nouveaux philosophes: Portano una novit
reale, hanno introdotto in Francia il marketing letterario o filosofico. Su Le Nouvel Observateur
viene pubblicata la replica di Bernard-Henri Lvy, Rponse aux matres censeurs. In settembre firma
con Jean-Paul Sartre, Michel Foucault, Roland Barthes e altre personalit del mondo culturale francese
l'Appel des intellectuels franais contre la rpression en Italie, promosso da Flix Guattari in
occasione delle violente manifestazioni di Bologna. In novembre la rivista Aut-Aut (n. 161) pubblica
l'articolo Razionalit e irrazionalit nella critica del politico in Deleuze e Foucault di Massimo
Cacciari, allora deputato comunista, in cui il filosofo critica le tesi di Surveiller et punir e Rizoma, a cui
l'estrema sinistra italiana si richiama apertamente. Foucault, dopo aver risposto alle critiche, lascer
cadere la polemica, togliendosi dal dibattito interno alla sinistra italiana che doveva misurarsi con il
terrorismo. Deleuze scrive alcuni articoli in difesa di Antonio Negri, amico di Guattari, esprimendosi
anche sulla situazione politica italiana. Deleuze e Negri non s'incontreranno che nel 1987. Che gli
italiani non ci rimproverino questa volta di immischiarci in quel che non ci riguarda. Dei francesi sono
stati chiamati in causa fin dall'inizio. (...) Siamo uniti dagli stessi problemi dinanzi alla violenza, ma
anche contro una repressione che non ha neppure pi bisogno di legittimarsi giuridicamente (G.
Deleuze, Lettera aperta ai giudici di Toni Negri, La Repubblica, 10 maggio 1979).
Nel 1978 esce da Feltrinelli, Sovrapposizioni, di Gilles Deleuze e Carmelo Bene. In febbraio
partecipa con Pierre Boulez, Michel Foucault e Roland Barthes al seminario dell'IRCAM sul tempo
musicale. Scrive con Fanny la prefazione (Nietzsche e san Paolo, Lawrence e san Giovanni di
Patmos) all'Apocalisse di D.H. Lawrence da lei tradotta. Deleuze, estremamente riservato sulla sua
vita familiare, parler di Fanny in Dialogues, libro-intervista con Claire Parnet: Non si deve cercare se
un'idea  giusta o vera. Bisogna cercarne un'altra, altrove, in un altro ambito, affinch tra le due passi
qualcosa, che non  nell'una n nell'altra. (...) Con Fanny non ho mai smesso di lavorare in questo
modo. Sempre le sue idee mi hanno preso in contropiede, venendo da un altrove molto lontano, e
proprio per questo ci si incrociava, come i segnali di due lampade (G. Deleuze, Dialogues).
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1980. 1983.
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Deleuze e Guattari pubblicano, da Minuit, Mille plateaux, secondo tomo di Capitalisme et
schizofrenie. Questo libro  il migliore tra quelli che abbiamo fatto insieme, io e Flix. d  il
migliore di tutto ci che ho fatto. (...) Perch non ha avuto successo? Forse il libro era troppo grosso. E
poi, soprattutto, non era pi l'epoca (G. Deleuze, Le Nouvel Observateur, 16 novembre 1995).
Nel 1981, in occasione di una personale di Francis Bacon a Parigi, le Editions de la Diffrence,
che curano il catalogo completo delle opere del pittore, commissionano a Deleuze lo scritto
introduttivo, che appare con il titolo Francis Bacon. Logique de la sensation: Ho scritto con delle
riproduzioni sotto gli occhi, e cos ho preso in prestito da Bacon il suo metodo. (...) Ho incontrato
Bacon solo dopo questo libro. Comunica potenza e violenza, ma anche un grandissimo fascino. Appena
rimane seduto un'ora, si torce in tutti i sensi, si direbbe veramente un Bacon (G. Deleuze, Le Monde, 3 dicembre 1981).
Nella Revue d'Etudes Palestiniennes, fondata nel 1981 dall'amico Elie Sanbar, prende
posizione a favore della causa palestinese. La Revue d'Etudes Palestiniennes ha il suo manifesto:
siamo un popolo come gli altri. E' un grido il cui senso  multiplo. Seguiranno altri articoli
(Grandezza di Yasir Arafat, Le Monde. 1984).
Nel 1983 pubblica, da Minuit, Cinema 1. L'image-mouvement, seguito, due anni dopo, da
Cinema 2. L'image-temps. Un altro dominio nel quale Deleuze insegnante, Deleuze educatore, ha
posto la sua impronta  il cinema. (...) I suoi grandi libri del 1983, Image-mouvement, e del 1985,
Image-Temps, sono nati dai corsi di Vincennes (R. Schrer, Tombeau de Gilles Deleuze).
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1984. 1986.
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Il 25 giugno, a Parigi, nel reparto di neurologia della clinica della Salptrire, che sovrasta il
vecchio edificio dove lavorava Charcot, muore Michel Foucault, il 29, dopo una breve cerimonia alla
Salptrire, il suo corpo viene inumato a Vendeuvre-du-Poitou. Gilles Deleuze legge, come orazione
funebre, un passo dall'Usage des plaisirs, apparso qualche giorno prima.
Nel 1985 muore Franois Chtelet, cui Deleuze era legato da profonda amicizia; insieme
studenti all'epoca della Liberazione, si erano rincontrati nel 1969 nel polo sperimentale dell'universit
di Vincennes dove Chtelet dirigeva il dipartimento di Filosofia. Mi rimangono le sue parole, alla
fine, poco prima d'esser ricoverato, perch dicono molto. La mia malattia diventa troppo difficile da
amministrare. E' molto bello,  una morte molto bella (G. Deleuze, Libration, 27 dicembre 1985).
Due anni dopo, Deleuze conclude il convegno in memoria di Franois Chtelet al Collge international
de philosophie con l'intervento Pricls et Verdi. La philosophie de F. Chtelet, poi pubblicato da
Minuit. Ricordo un grande anfiteatro, a Parigi, dopo la morte di Franois Chtelet. Deleuze, sebbene
non uscisse quasi pi, era venuto e pronunci quel che divenne Pricls et Verdi, in pullover rosso al
microfono. Era laggi sul palco, ma la voce teneva tutta la sala sotto il suo flusso esitante. Era
un'esitazione molto curiosa. La voce di Deleuze dava l'impressione di potersi interrompere l'istante
seguente e la certezza di poter continuare per sempre (R.-P. Droit, Tombeau de Gilles Deleuze).
Il seminario dell'anno accademico 1985-1986 a Paris-VIII-Saint-Denis viene consacrato alla
filosofia di Michel Foucault, Michel Foucault: Savoir, Pouvoir, Subjectivation.
Nel 1986 esce, sempre da Minuit, Foucault. Se questo libro avesse potuto avere un valore
poetico, sarebbe stato quello che i poeti chiamano un sepolcro (G. Deleuze, Magazine littraire,
n. 257, settembre 1988, intervista con R. Bellour e F. Ewald).
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1987. 1991.
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Nel 1987 Gilles Deleuze lascia l'insegnamento. Marted 2 giugno 1987, nell'aula-hangar
accanto a Paris-VIII-Vincennes-Saint-Denis, c'erano perfino le telecamere a filmare l'evento. E dei
curiosi, dei redivivi, pi l'abituale etnia a tentazione nomade: i brasiliani, gli africani, gli statunitensi e i
cileni, i giapponesi, gli arabi e gli italiani, l'indiano e il russo... (non molti parigini). Tutti l, ad
attendere la reazione di Deleuze perch, lo si sa, un evento  la cosa pi delicata, ma questo non lo si
pu filmare. Gli basta sospirare con un filo di voce - una modulazione, ma di fermezza - che c'era un
fraintendimento, perch le ultime lezioni sono gi state fatte, da sempre, ma non quando ce lo si
aspetta, e non si smette di mancarle (G. Passerone, Magazine littraire, 1988). L'ultimo anno, le
lezioni del marted erano state dedicate a Leibniz. Aveva passato l'anno su Leibniz studiando il
problema dell'armonia, l'armonia delle anime tra loro, delle anime e dei corpi, fino all'elaborazione di
un concetto filosoficamente nuovo, l'accordo dell'anima e del corpo (G. Passerone, Magazine
littraire, 1988). Insieme a Guattari fonda la rivista Chimres.
Nel 1988 appare, da Minuit, Le pli. Leibniz et le Baroque. In gennaio partecipa all'incontro
internazionale su Michel Foucault philosophe, che si tiene a Parigi, con il contributo Qu'est-ce que un
dispositif? E' il suo ultimo intervento pubblico.
Tra il 1988 e il 19S9, Deleuze registra L'Abcdaire, un'intervista di sette ore e mezzo con
Claire Parnet, filmata da Pierre-Andr Boutang. Deleuze non voleva un film su di lui, ma aveva
accettato l'idea di un film con lu, e con Claire Parnet che fu sua allieva. Per desiderio di Deleuze il
documento video non doveva essere diffuso che dopo la sua morte.
Nel 1991 Deleuze e Guattari pubblicano, da Minuit, Qu'est-ce que la philosophie?, l'opera che
diverr il testamento spirituale del loro travail  deux. Alcuni anni prima, Deleuze aveva dichiarato:
Vorrei fare un libro su che cos' la filosofia?. A patto che sia breve. E inoltre, Guattari e io,
vorremmo riprendere il nostro lavoro comune, una sorta di filosofia della Natura, nel momento in cui si
dissolve ogni differenza tra la natura e l'artificio. Simili progetti bastano a una vecchiaia felice (G.
Deleuze, Magazine littraire, n. 257, settembre 1988). Si aggravano le sue condizioni di salute. In
una lettera a Alain Roger, suo allievo e amico dai tempi del liceo d'Orlans, scrive: Respiro male, vale
a dire sempre peggio, e tuttavia quest'anno ho lavorato molto bene, al punto che ho l'impressione
(piacevole) che sia il lavoro a riempirsi del mio ossigeno (A. Roger, Tombeau de Gilles Deleuze).
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1992. 1994.
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Il 29 agosto 1992, nella clinica di La Sorde, muore Flix Guattari. Deleuze dichiara: E' come
se mi avessero staccato un fratello siamese. E su Chimres, la rivista creata con Guattari, scrive
Pour Flix: Fino alla fine, il mio lavoro con Flix  stato per me fonte di scoperte e di gioie. Sognava
un sistema in cui certi segmenti sarebbero stati scientifici, altri filosofici, altri vissuti, o artistici, ecc. Si
eleva a uno strano livello che conterrebbe la possibilit di funzioni scientifiche, di concetti filosofici, di
esperienze vissute, di creazioni d'arte. [,..] Quel che vi  di straziante nel ricordo di un amico morto,
sono i gesti e gli sguardi che ci raggiungono ancora quando  scomparso. L'opera di Flix dona a questi
gesti una nuova sostanza (G. Deleuze, Chimres, inverno 1992-1993). Appare, da Minuit, L'puis
(in Samuel Beckett, Quad) e l'anno successivo, sempre dallo stesso editore, Critique et clinique. Mi
sarebbe piaciuto scrivere un insieme di studi sotto il titolo generale Critica e clinica. (...) L'artista o il
filosofo hanno spesso una salute fragile, un organismo debole, un equilibrio malfermo: Spinoza,
Nietzsche, Lawrence. Ma non  la morte che li spezza,  l'eccesso di vita che hanno vissuto, provato,
pensato. Una vita troppo grande per loro, ma  grazie a loro che il segno  vicino: la fine di
Zarathustra, il quinto libro dell'Etica. Deleuze subisce una tracheotomia, non pu pi respirare
autonomamente e deve aiutarsi con una bombola d'ossigeno. In una delle ultime interviste dichiara di
voler scrivere un libro su Marx: Il mio prossimo libro, e sar l'ultimo, si intitoler Grandeur de Marx.
Ormai non ho pi voglia di scrivere. Dopo il mio libro su Marx, credo che prender in considerazione
l'idea di smettere di scrivere. A quel punto, mi metter a dipingere (Le je me souviens de Gilles
Deleuze, Le Nouvel Observateur, 16 novembre 1995).
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1995.
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A met settembre Deleuze lascia il Mas-Revery. Il suo fattore afferma che il filosofo, anche
se molto malato, aveva potuto, durante l'estate, passeggiare ancora nei dintorni di questa piccola
frazione, che domina la valle della Vienne, a qualche chilometro da Saint-Lonard, sulla strada di
Saint-Germain-les-Belles (Y. Beaubatie, Tombeau de Gilles Deleuze). La notte del 4 novembre Gilles
Deleuze si getta dalla finestra del suo appartamento, a Parigi, avenue Niel, nel XVII arrondissement. In
settembre era apparso sulla rivista Philosophie l'ultimo testo pubblicato in vita da Deleuze,
L'immanence: une vie...: Una vita  l'immanenza dell'immanenza, l'immanenza assoluta:  potenza,
beatitudine completa . Deleuze vieter la pubblicazione di ogni suo scritto antecedente il 1953, degli
inediti, e la trascrizione delle sue lezioni. Il suo ultimo libro, Grandeur de Marx,  rimasto incompiuto
e conformemente alle sue volont non  mai stato pubblicato. In uno scritto che Gilles Deleuze aveva
elaborato e che la morte prematura gli ha impedito di pubblicare, Grandeur de Marx, il farsi reale della
teoria marxiana  studiato e identificato come dispositivo ontologico (A. Negri, Marx oltre Marx). Dal
10 novembre 1995 il filosofo riposa a Saint-Lonard-de-Noblat, nella tomba di famiglia di Fanny, Grandjouan-Lvque.
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OPERE DI GILLES DELEUZE.
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Empirisme et subjectivit, PUF, Paris 1953; traci, it. di M. Cavazza, Empirismo e soggettivit.
Saggio sulla natura umana secondo Hume, Cronopio, Napoli 2000
Nietzsche et la philosophie,  PUF, Paris 1962; ed. it. a cura di F. Polidori, Nietzsche e la
filosofia, Einaudi, Torino 2002
La philosophie critique de Kant,  PUF, Paris 1963; trad. it. di M. Gavazza e A. Moscati, La
filosofia critica di Kant, Cronopio, Napoli 1997
Proust et les signes, puf, Paris 1964 (edizione ampliata, 1970); trad. it. di C. Lusignoli e D. De
Agostini, Marcel Proust e i segni, Einaudi, Torino 2001
Nietzsche, puf, Paris 1965; trad. it. di F. Relia, a cura di G. Franck, Nietzsche, SE, Milano 1997
Le bergsonisme,  PUF, Paris 1966; ed. it. a cura di P. A. Rovatti e D. Borea, Il bergsonismo e altri saggi, Einaudi, Torino 2001
Prsentation de Sacher-Masoch. Le froid et le cruel, Editions de Minuit, Paris 1967; trad. it. di
G. De Col, Il freddo e il crudele, SE, Milano 1996
Spinoza et le problme de l'expression, Editions de Minuit, Paris 1968; trad. it. di S. Ansaldi,
Spinoza e il problema dell'espressione, Quodlibet, Macerata 1999
Diffrence et rptition,  PUF, Paris 1968; trad. it. di G. Guglielmi, Differenza e ripetizione. Cortina, Milano 1997
Logique du sens,  PUF, Paris 1969; trad. it. di M. De Stefanis, Logica del senso, Feltrinelli, Milano 2001
L'Anti-dipe. Capitalisme et schizophrnie 1 (con F. Guattari), Editions de Minuit, Paris 1972;
trad. it. di A. Fontana, L'anti-Edipo, Einaudi, Torino 2002
Kafka. Pour une littrature mineure (con F. Guattari), Editions de Minuit, Paris 1975; trad. it. di
A. Serra, Kafka. Per una letteratura minore, Quodlibet, Macerata 1996
Dialogues (con C. Parnet), Editions Flammarion, Paris 1977; trad. it. di G. Comolli e R.
Kirchmayr, Conversazioni, Ombre Corte, Verona 1998 Sovrapposizioni (con C. Bene), Feltrinelli,
Milano 197S; 2 ed., Quodlibet, Macerata 2002; trad. fr., Superpositions, ditions de Minuit, Paris 1979
Mille plateaux. Capitalisme et schizophrnie 2 (con F. Guattari), Editions de Minuit, Paris
1980; trad. it. di G. Passerone, Mille piani. Capitalismo e schizofrenia, Cooper & Castelvecchi, Roma 2003
Spinoza. Philosophie pratique,  PUF, Paris 1981; trad. it. di M. Senaldi, Spinoza. Filosofia
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Francis Bacon. Logique de la sensation, 2 voll, Editions de la Diffrence, Paris 1981 (poi
presso le Editions du Seuil, nella collana L'ordre philosophique, Paris 2002); trad. it. di S.
Verdicchio, Francis Bacon. Logica della sensazione, Quodlibet, Macerata 1995
Cinema 1. L'image-mouvement, Editions de Minuit, Paris 1983; trad. it. di L. Rampello,
Limmagine-movimento, Ubulibri, Milano 1993
Cinma 2. Limage-temps, Editions de Minuit, Paris 1985; trad. it. di L. Rampello, L'immagine-tempo, Ubulibri, Milano 1993
Foucault, ditions de Minuit, Paris 1986; trad. it. di P. A. Rovatti e E Sossi, Foucault, Cronopio, Napoli 2002
Pricls et Verdi. La philosophie de F. Chitelet, ditions de Minuit, Paris 1988; trad. it. di A.
Moscati, Pericle e Verdi, Cronopio, Napoli 1996
Le pli. Leibniz et le Baroque, ditions de Minuit, Paris 1988; trad, it. di V. Gianolio, La piega.
Leibniz e il Barocco, Einaudi, Torino 1990
Pourparlers, ditions de Minuit, Paris 1990; trad. it. di S. Verdicchio, Pourparler, Quodlibet, Macerata 2000
Qu est-ce que la philosophie? (con F. Guattari), ditions de Minuit, Paris 1991; trad. it. di A.
De Lorenzis, a cura di C. Arcuri, Che cos' la filosofia?, Einaudi, Torino 2002
Lpuis (in Samuel Beckett, Quad), ditions de Minuit, Paris 1992; trad. it. di G. Bompiani, L'esausto, Cronopio, Napoli 1999
Critique et clinique, Editions de Minuit, Paris 1993; trad. it. di A.Panaro, Critica e clinica,
Cortina, Milano 1997
L'le dserte et autres textes. Textes et entretiens 1953-1974, a cura di D. Lapoujade, ditions de Minuit, Paris 2002
Deux rgimes de fous. Textes et entretiens 1975-1995, a cura di D. Lapoujade, ditions de Minuit, Paris 2003.
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FINE.